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Torta allo yogurt, easy and light!

Non solo la torta allo yogurt che sto per proporvi è buonissima, ma è anche molto semplice da preparare, veloce da realizzare (pensate che, durante l’impasto, non necessiterete neanche di una bilancia) e non eccessivamente calorica.
E’ davvero perfetta per la vostra colazione di Natale quando, avendo molto probabilmente mangiato troppo alla sera del 24, gradirete un dolce buono, ma allo stesso tempo leggero.
E’ ottima anche per la merenda, insieme a una tazza di tea. L’appuntamento goloso che non manda all’aria le vostre giornate di sacrifici appresso alla dieta!
Continuate a leggere!

TORTA ALLO YOGURT

Come premesso, per preparare questo dolce, non avrete bisogno di una bilancia. La vostra unità di misura, infatti, sarà rappresentata dal vasetto di yogurt che avrete utilizzato nell’impasto!

Ingredienti

1 vasetto di yogurt (io uso quello bianco, ma il gusto è a vostra scelta, purché non ci siano pezzi di frutta all’interno)
3 vasetti di farina
1 vasetto di zucchero
1 vasetto scarso di olio (io uso quello e.v.o.)
1 vasetto di latte (la ricetta originale e prevede solo due cucchiai di latte, ma in questo modo la torta viene più secca, simile a un ciambellone. A me invece piace che venga spumosa e compatta, come quella della foto, tratta dal web)
3 uova
1 bustina di vanillina
1 bustina di lievito vanigliato
1 pizzico di sale

Procedimento

In una ciotola, unite lo yogurt allo zucchero e mescolate con un cucchiaio di legno. Quando l’impasto sarà bello corposo, aggiungete la farina, l’olio, le uova e la vanillina. In un pentolino d’acciaio abbastanza capiente, fate scaldare il latte e scioglietevi dentro il lievito. Unite all’impasto e continuate a girare. Aggiustate di sale e mescolate per bene.
Foderate con carta da forno un testo 24/26 e riempitelo con il composto. Cuocete in forno preriscaldato a circa 175° per 40 minuti!
Io non amo mettere lo zucchero a velo sui dolci, ma se a voi piace, siete liberissimi di decorare la vostra torta come meglio preferirete.

Calorie per porzione (immaginando di dividere la torta in 12 fette): meno di 250

Buon appetito 😉

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Nuove ricette: parmigiana LIGHT e “Zuppa Inglese” romagnola

Quale giorno migliore, se non quelle del mio compleanno (grazie, grazie, grazie per gli auguri), per passarvi la ricetta di due piatti meravigliosi e semplicissimi da realizzare? Nessuno!
Dunque, continuate a leggere e poi mettetevi ai fornelli.
Con poche mosse (e sicuramente poche calorie), infatti, potrete deliziare voi stessi e i vostri ospiti e fare un gran bel figurone.

Parmigiana di melanzane e zucchine LIGHT

Per tutti quegli appassionati di Parmigiana che però non sanno, o non possono, prescindere da una dieta ipocalorica, questa è senza dubbio la ricetta perfetta. Lasciate stare chi dice che senza melanzane fritte, questa buonissima ricetta non viene bene: sono bugie. Io l’ho cucinata l’altro giorno e ho fatto leccare i baffi a tutta la mia famiglia (notoriamente caratterizzata da gente di buonissima forchetta). Vediamo come l’ho preparata!

Ingredienti x 4 persone

4 melanzane medie
4 zucchine
4 mozzarelle LIGHT
4 cucchiaini d’olio (opzionali)
sugo di pomodoro semplice
pizzico di sale

Procedimento

Preparate un sugo semplice con la passata di pomodoro, un pizzico di sale e (se volete) 4 cucchiaini d’olio. Grigliate a fuoco medio le melanzane e le zucchine tagliate a strisce né troppo doppie né troppo sottili e salate leggermente. Foderate una pirofila da forno o, meglio ancora, un contenitore di alluminio con uno strato di melanzane, uno di mozzarella, qualche cucchiaio di sugo di pomodoro, uno strato di zucchine e una spolverata di parmigiano. Infornate a 180° per 20 minuti e il piatto è pronto. Fidatevi!!! E’ eccezionale.

ZUPPA INGLESE ROMAGNOLA

Non fatevi confondere dal nome di questa ricetta (tanto, inglese, non lo è neanche l’originale 😀 ). Quella che sto per proporvi, infatti, è la versione al cucchiaio di uno dei dolci più famosi al mondo. Le sue origini? La bellissima Emilia-Romagna. Le calorie? Poco più di 220 a porzione.
Non per vantarmi, ma è il dolce che ho scelto quest’anno per il mio compleanno.

Ingredienti per 12 persone

400 gr di savoiardi
250 gr di zucchero
10 tuorli
100 gr di maizena
1 litro di latte
vanillina
50 gr di cacao amaro
200 ml di panna da montare
scagliette di cioccolato
200 ml di acqua
2 cucchiai di zucchero per la bagna
250 ml di alchermes

Procedimento

Preparate la crema amalgamando in una pentola zucchero e tuorli con maizena, vanillina e un pizzico di sale. Portate quasi a bollore il latte e versatelo a filo mentre continuate a mescolare. Mettete la pentola sul fuoco e, senza mai smettere di girare, fate addensare. Dividete la crema in due parti e coloratene una con il cacao. Amalgamate a entrambi i composti 100 ml di panna montata. Raffreddate la crema ottenuta e, nel frattempo, preparate la bagna.
In un pentolino versate l’acqua, lo zucchero, l’alchermes e fate intiepidire.
Inzuppate leggermente i savoiardi e riempite una pirofila con uno strato di biscotti, uno di crema gialla, una spolverata abbondante di scagliette di cioccolato, un altro strato di savoiardi e uno di crema al cacao. Spolverate ancora con le scagliette di cioccolato e mettete in frigo per almeno due ore (l’ideale, comunque, resta sempre preparare il dolce il giorno prima).

Curry, che passione!

Quando uscivo con la compagnia degli amici del liceo, c’era un ragazzo all’interno del mio gruppo che ordinava sempre una zuppa di riso al curry dall’aspetto e l’odore decisamente deliziosi. Non so per quale motivo, probabilmente guardando in maniera superficiale il suo colore giallo/arancione, ho subito pensato che si trattasse di qualcosa di molto piccante e per questo, pur non disdegnando certi sapori, non lo avevo mai assaggiato.
Qualche giorno fa poi, mia madre, tornando dal supermercato dopo aver fatto la spesa, mi ha sbandierato davanti agli occhi proprio una boccetta di questa per me ancora misteriosa spezia: ne aveva sentito parlare da un’amica e voleva provare una ricetta.
Lo abbiamo assaggiato subito sui petti di pollo che di lì a poco avremmo mangiato e ne siamo rimaste immediatamente affascinante. Un odore buonissimo, confermato da un gusto saporitissimo, ci ha subito conquistato.

Nonostante molte recensioni la definiscano una spezia piccante (c’è tra i suoi componenti un po’ di peperoncino), dovete sapere che tale giudizio è assolutamente impietoso. E’ vero che in base alla miscela se ne può ottenere una gradazione differente, ma il sapore è piacevolissimo, ottimo anche per i palati più delicati. Gli ingredienti base di questo mix magnifico sono pepe nero, cumino, coriandolo, chiodi di garofano, curcuma, cannella, zenzero, noce moscata, fieno greco e, appunto, peperoncino. Deriva da una ricetta indiana, poi importata in Gran Bretagna dagli inglesi durante il colonialismo.

E’ utilizzatissimo in centinaia di ricette. Ottimo nelle paste, nel riso e nelle zuppe, trionfa indiscutibilmente sul pollo, sull’arrosto, sul manzo e sul dolce, ma non disdegna i dolci alla frutta e al cioccolato.
Note sono anche le sue proprietà. Oltre ad essere perfetto nelle diete (tutti sappiamo quanto sia bene evitare il sale in luogo delle spezie), non crea ritenzione idrica, non fa ingrassare e non contiene calorie. Stimola inoltre la digestione e disinfetta l’intestino; calma i succhi gastrici e le gastriti; è antinfiammatorio, antiossidante  e antitumorale e protegge da malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson.

Una dieta per star bene

Ecco, io sono una di quelle talmente fissate con la dieta e il peso forma, che se un giorno scoprissi che anche il dentifricio contiene delle calorie smetterei probabilmente di lavarmi i denti.

Eppure, nonostante le lamentele e le preoccupazioni di mio marito (quest’ultimo, tipico fisico asciutto e metabolismo veloce da essere sempre magrissimo pur mangiando in maniera esorbitante) , io sono fortemente orgogliosa dei miei 49 chili, ottenuti con costanza e sacrificio, e del mio stile alimentare, il più possibilmente sano.

Che cosa mangio? Che cosa NON mangio, in realtà. Eh già. Si fa prima. Perché è assolutamente sbagliato pensare che una dieta, per essere dimagrante e salutare, debba privarsi di tutto. A me è bastato eliminare i condimenti troppo saporiti e l’eccesso di sale, bere un po’ più acqua, mettere una croce sulle bibite zuccherate (e questo lo sottolineo, perché ritengo ci sia ben poco di peggio di aranciate, coca cola e roba simile), ridurre fortemente i dolci, limitare il pane a aumentare significativamente le dosi di frutta e verdura (cosa che non mi è costata alcuno sforzo in quanto sono la mia passione). Ho detto qualcosa di impossibile? No! La dieta non va MAI vista come una mera restrizione alimentare, ma come uno stile di vita volto a conservare il corpo sano e attivo. 

Vi racconto allora la mia giornata tipo, PREMETTENDO PERO’ CHE NON SONO UNA DIETOLOGA E CHE QUANTO SEGUE NON E’ UNA DIETA. L’UNICO MODO PER DIMAGRIRE E’ INFATTI RIVOLGERSI SEMPRE E SOLO A UNA PERSONA ESPERTA CHE CI SEGUA E CI INDIRIZZI VERSO LE SCELTE MIGLIORI.

Detto ciò, ecco in cosa consiste il mio equilibrio alimentare.

Ho imparato seriamente a fare colazione intorno ai 20 anni. Da ragazzina, infatti, ero una di quelle che metteva in bocca le prime cose della giornata a pranzo. Convinta di non aver fame, tiravo fino alle 2. Niente di più sbagliato! La mattina è il momento della giornata in cui si può mangiare di più, in quanto il fisico chiede un  maggior fabbisogno energetico (indispensabile per affrontare le fatiche quotidiane ed avere la giusta quantità di concentrazione). Inoltre, non fare colazione ci fa arrivare affamati al pranzo e ci spinge, per questo, a mangiare di più. Da qualche anno, dunque, non rinuncio mai a 150 cl di latte, rigorosamente parzialmente scremato, con 30 gr di creali o 5 biscotti secchi (gli Oro Saiwa sono perfetti). Se non ho voglia di latte (comunque l’ideale per il calcio e per le ossa), bevo mezzo litro circa di tea o di orzo, insieme ai biscotti. Nelle mattine più ingorde, invece, bastano 3 fette biscottate con la marmellata e una spremuta di arancia. 

A pranzo 50 gr di pasta, un secondo leggero (SENZA PANE) e un’insalata condita con un cucchiaino d’olio, un po’ d’aceto e un pizzico di sale sono un appuntamento fisso. Per dimostrare che sono le QUALITA’ di cibo ingurgitato, e non le quantità, a fare la differenza da anni mangio un cubetto di cioccolato fondente o un pezzettino di dolce fatto in casa insieme al caffè. E così concludo il mio pranzo. La frutta? Assolutamente lontano dai pasti. Gonfia e va ad aggiungersi agli zuccheri contenuti nei carboidrati. Meglio lasciarla per la merenda 😉

La cena è della giornata il mio momento “alimentare” preferito. La fame mi attanaglia più di quanto dovrebbe (si dovrebbe stare piuttosto leggeri di sera). Mangio allora un secondo proteico con 50 gr. di pane e un paio di contorni (senza esagerare con i condimenti – 4 cucchiaini d’olio sono il massimo consentito in tutta la giornata). Se mangio i fagioli, poi, evito il secondo perché sono proteici. Con gli altri legumi, invece, evito il pane. Segue un caffé amaro e poi a nanna. Se ho fame nel dopocena una frutta, o una carota 😉