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Autunno di città, autunno di campagna

Dicevo poco fa a mia cognata che sto ancora cercando di riconciliare tutto ciò che ho guadagnato, trasferendomi a Bologna con la mia famiglia, con quello che invece ho perso (sono a circa 400 k dalla mia famiglia nativa).

Tra le tante cose di cui le dicevo di sentire moltissimo la mancanza, ad esempio, c’è il modo in cui l’amatissimo autunno trasforma la campagna della mia terra. Gli alberi secchi, i tappeti di foglie colorate sui prati, gli odori della Natura che si prepara ad andare in letargo, le sagre di paese, la vita sociale che si risveglia… Cose che, purtroppo, in città si notano di meno.
I palazzi, ovviamente, nascondono le trasformazioni degli alberi e l’aria è inquinata di smog. I giorni sono un po’ tutti uguali.
Certo, il cielo autunnale a Bologna è molto più bello. I colori degli edifici spiccano magnificamente. I vicoli antichi sono bellissimi con le loro botteghe di una volta e il calpestio di chi esce e rientra freneticamente da casa. Le vetrine restano illuminate fino a tardi e l’atmosfera è magnifica. Ma l’aria dell’autunno in campagna mi manca. Non posso farci niente.

Come mi riconsolo?
Beh, dovete sapere che in una grande città come Bologna l’offerta culinaria e gastronomica è illimitata. Dai supermercati alle botteghe, dai mercati coperti ai laboratori dei mastro fornai, qui c’è davvero da uscir pazzi. Cose che, nei centri più piccoli, a mala pena immagini che esistano.
Non che ora mi stia dando al cibo libero e sfrenato (mi conoscete troppo bene per pensare che io possa farlo), ma mi godo tanto tanto i frutti dell’autunno.

E quindi zucca, frutta secca, castagne, cavolfiori, barbabietole, broccoli, cachi, melanzane, nocciole, fichi, cioccolato, uva, finocchi e chi più ne ha più ne metta. In grandi quantità per le verdure, in piccole dosi per tutto il resto. Ma che volete… Ogni stagione ha i suoi eccezionali prodotti: l’autunno, per me, è da sempre impareggiabile.

Affrontare l’autunno con le giuste difese immunitarie

Se la brutta stagione (si fa per dire) arriva improvvisamente come sta accadendo quest’anno, ammalarsi è un gioco da ragazzi.
Sbalzi di temperatura improvvisi, pioggia, umidità: con agenti atmosferici come questi il raffreddore è proprio alle porte!
Eppure, per quanto difficile, evitare un malanno è sempre possibile. Basta, infatti, giocare d’anticipo. Come?
Facendo il pieno di Vitamina C.

E da dove inizia la prevenzione, se non dalla nostra tavola? Ve lo dico spesso e non mi stancherò mai di ripeterlo! Il nostro corpo è un contenitore, una macchina dotata di motore. Riempito delle cose giuste, funzionerà correttamente. Riempito male, o in quantità insoddisfacenti, si ritroverà ben presto malridotto e senza risorse.

Vediamo dunque, qui di seguito, quali sono gli alimenti e i cibi necessari per affrontare la stagione fredda nel migliore dei modi. Vedrete: un po’ di impegno e il vostro sarà un inverno da leoni!

 

Come rafforzare il sistema immunitario a tavola!

Sembrerà scontato (e in effetti lo abbiamo detto spesso), ma la prima cosa da fare per regalare all’organismo un sistema immunitario con la S maiuscola è fare il pieno di Vitamina C. Essa, infatti, lo rende più forte, robusto e veloce nelle varie reazioni chimiche, aiutandolo a contrastare virus e batteri.
Cosa mangiare? Agrumi, (tra i frutti più ricchi di vitamina C le arance, i limoni, i pompelmi, i mandarini) e kiwi (avete mai provato quelli gold?). Tra le verdure, invece, non dimenticate cavoli cappucci, verze e spinaci!

Ricchi di Vitamina C (forse non tutti lo sanno) sono anche l’aglio, la cipolla e il peperoncino. I primi due, addirittura, sono dei potentissimi antibatterici e antivirali! Che facciamo? Spaghettata? 😉

Per contrastare i virus, soprattutto quelli intestinali, lo yogurt è un grandissimo alleato. I fermenti lattici, infatti, rafforzano la flora e vi rendono più forti. Prediligete lo yogurt bianco 0,1% di grassi: terrete a bada anche la linea!

Nonostante vada controllato periodicamente e mantenuto nei valori giusti, il colesterolo produce anticorpi e permette all’organismo di fortificarsi in vista della cattiva stagione. Cosa mangiare? Mmm… io non cederei ai formaggi stagionati. Bastano 2 uova e 4 porzioni di carne a settimana!

Durante i pasti, se vi piace, concedetevi poi un bicchiere di vino. E’ ricco di ferro e di antiossidanti!

Per concludere, alla sera o durante lo snack pomeridiano, snocciolate un po’ di frutta secca. Tre noci o una manciatina di mandorle vi aiuteranno a produrre energia!

La dispensa di Settembre

Ogni stagione, si sa, è ricca di prodotti tipici e salutari. Pensavo che sarebbe carino, ogni mese, proporre una sorta di… lista della spesa relativa alle cose che proprio non possono mancare nella nostra dispensa (e, ovviamente, nel nostro frigo).

cous cous (ottimo durante i primissimi giorni di freddo – il suo aspetto, simile a una zuppa, è molto rassicurante);

zucchine e carote (come lo preparate altrimenti il cous cous 😉 );

pesche, mele, pere, uva, fichi… (la frutta di stagione è abbondantissima! Guai se vi becco a cercar fragole!);

peperoni, bieta, crauti e insalate;

cereali e fette biscottate integrali (i pomeriggi invernali sono lunghi e noiosi. Onde evitare di rifugiarvi nel cibo, prediligete i cibi integrali. Tengono attivo il metabolismo e abbassano i livelli della fame);

bresaola (quante di voi devono sbarazzarsi di qualche chilo accumulato durante l’estate?);

yogurt 0,1% di grassi (il metabolismo intorpidito dai gelati vi ringrazierà moltissimo);

noci e frutta secca (indispensabili sempre)!

Consigli per gli acquisti

Confesso. Il tripudio di emozioni che provo quando vado a fare spesa è pari solamente al piacere che avverto entrando in un negozio di scarpe, e la felicità che sento riempiendo il bagagliaio della macchina dei sacchetti (riciclabili) della mia spesa assomiglia soltanto alla gioia che sento sfoggiando l’ultimo capospalla della stagione.
Vi sembrerò esagerata? Beh, io vi dico invece che tra qualche mese, quando cioè avrò una cucina e una casa tutta nuova da gestire e da mandare avanti, probabilmente alle scarpe e al capospalla smetterò di pensare definitivamente (ok, non esageriamo… magari per qualche settimana!).
Questo perché, per me, fare la spesa non significa semplicemente riempire la dispensa alla meno peggio con i prodotti finiti o preferiti. Per me, recarmi al supermercato (o dal fruttivendolo, dal macellaio e dal pescivendolo) è un’operazione lunga e complessa, la cui preparazione comincia vario tempo prima.

A casa, infatti, il primo passaggio consiste nello stilare una bella lista della spesa. Evitare lo shopping compulsivo, infatti, è possibile anche al supermercato. Soprattutto, consiglio di non andare mai prima di pranzo o prima di cena. Il languorino allo stomaco, misto agli odori del reparto panetteria e affettati, può spingerci a fare acquisti sbagliati.

La lista della spesa, dicevamo… lunga o corta che sia è fatta solo di prodotti di cui ho realmente bisogno, o di novità che ho veramente voglia di assaggiare. Difficile che io acquisti un nuovo pacco di biscotti, accantonandone uno già aperto e ancora pieno. Spreco di tempo, di cibo, di denaro… No, non fa per me. Non è responsabile (e fa ingrassare!!!!!).
Stilato l’elenco dunque mi reco al negozio. Mercato per la frutta e per la verdura, supermercato per tutto il resto. Non mi fossilizzo mai su un unico punto vendita: mi piace spaziare, variare e sperimentare. A volte, cambio anche in base alle offerte: stando molto attenti ai volantini si può arrivare a risparmiare addirittura un bel 30% su tutta la spesa (e di questi tempi non è poco).
Tra gli scaffali presto moltissima attenzione alle etichette. Prediligo il biologico, evito le merendine preconfezionate, sto attenta alle scadenze e alle promozioni “fasulle”, salto i salumi e mi carico di frutta, verdura, pasta di semola, riso, pane integrale, cereali, marmellate senza zuccheri aggiunti, tisane, latte parzialmente scremato, yogurt bianchi 0,1%, barrette al muesli, frutta secca e legumi.
Alla cassa? Mio marito dice sempre che come risparmio io, nessuno…

Cous cous in love!

Una delle varianti alla pasta e al riso che più preferisco per i mie pranzetti, è rappresentata senza dubbio dal cous cous. Conosciuto nel mondo con una varietà di nomi non indifferenti (cuscus in lingua madre, couscous in francese, kuskusu in arabo magrebino e seksu in berbero), questo prelibatissimo piatto del Nord Africa è, nella sua semplicità, buonissimo e semplicissimo da cucinare.
I granelli di semola cotti al vapore da cui è caratterizzato, infatti, cuociono in pochissimo tempo e ben si adattano a una grande pluralità di ingredienti, sia vegetariani che a base di carne.
In Tunisia il cous cous viene reso più piccante dall’harissa. A me piacerebbe personalizzarlo con un po’ di curry (concedetemelo, sono una patita di questo mix di spezie).

All’interno di una dieta ricca ed equilibrata, la sua semola può essere utilizzata sia come alternativa alla pasta che come cereale. Io, personalmente, lo uso come primo e lo accompagno a zucchine e carote cotte in brodo (continuate a scorrere per leggere la ricetta).
Nei supermercati lo trovare già cotto al vapore e, di conseguenza, vi basterà tostarlo per cinque minuti perché il prodotto sia buono e pronto da servire.

In base al Paese in cui ci si sposta, il cous cous può essere cotto in maniera differente: negli stati del Nord Africa, ad esempio, esso viene in genere servito con verdure e carni bollite quali pollo e agnello (talvolta viene anche preparato col pesce in agrodolce). In Brasile viene invece preparato a forma di timballo, mentre nel nostro Sud Italia si accompagna a brodi di scorfano, gallinella, anguilla e gamberi o a zuppe di broccoli e ceci (fonte: wikipedia.org).
Io, a casa mia, lo cucino così!

Ingredienti a persona

70 gr di cous cous
1 carota
1 zucchina
sale
1 cucchiaino d’olio
parmigiano

Procedimento

Preparate un brodo leggero con la zucchina e la carota. Quando l’acqua bolle, salate e lasciate andare. Dieci minuti prima del pasto, prendete il cous cous e tostatelo un pochino in una pentola o in una casseruola. Quando comincerà ad assumere un colore più scuro, versatevi sopra il brodo (ricoprendo la semola) e lasciate andare fino a che l’acqua si sarà ritirata e il cous cous leggermente gonfiato. Spegnete. Unite la carota e la zucchina “spazzolandole” nella farina e condite con olio e parmigiano!

(foto tratta dal web)

On holiday!

Congelazione e surgelazione: le regole da non sottovalutare

Quello che sto per presentarvi di seguito è un argomento a cui io, personalmente, tengo davvero molto.
Non tutti purtroppo ne sono infatti al corrente, ma le operazioni di surgelazione e congelamento dei cibi che abitualmente riponiamo nel nostro freezer passano per regole ben precise che non dobbiamo assolutamente sottovalutare.

Surgelamento o congelamento?

Indispensabile premessa da fare, per cominciare, è sicuramente quella relativa alla differenza che esiste tra il surgelamento e il congelamento.
Il surgelamento, infatti, è quel processo che avviene a livello industriale e che comporta il raggiungimento di una temperatura pari a -18°.
La congelazione, invece, è quell’operazione che effettuiamo anche noi a livello domestico e che è caratterizzata dalle regole a cui mi rivolgevo poc’anzi.

Congelare gli alimenti freschi e preservare al meglio quelli già surgelati

Nel momento in cui acquistiamo un prodotto surgelato al supermercato, dobbiamo stare ben attenti a non spezzare la cosiddetta “catena del freddo”, che vuole che un alimento resti tutto il tempo alla temperatura di -18°. Ciò significa che non solo dobbiamo correre rapidamente a casa dopo aver acquistato il prodotto, ma che è bene anche trasportarlo in apposite buste o borse termiche.
State attenti anche a badare ad alcune caratteristiche del surgelato, prima dell’acquisto. Il freezer del supermercato deve trovarsi obbligatoriamente alla temperatura di -18° e i cibi devono essere posizionati al di sotto di una linea rossa, che indica il livello di massimo carico del congelatore. Sopra questa linea il prodotto non è più alla temperatura ideale.
La busta, infine, deve essere integra, col prodotto all’interno compatto e ammassato. Al di fuori non deve esserci invece brina, simbolo di un avvenuto scongelamento.
Una volta giunti a casa, poi, dobbiamo essere rapidi a inserire tutto in freezer (la stessa regola vale per i prodotti freschi): aprire e chiudere frequentemente il frigo, o lasciarlo per qualche minuto aperto, può infatti interrompere la catena del freddo. Tenete poi gli alimenti il più vicino possibile, ognuno nella sua busta: se create un blocco, la temperatura faticherà di meno a restare costante. Lo stesso discorso non vale però per quanto riguarda l’immissione dei prodotti freschi, che non dovrebbero entrare a contatto con quelli già surgelati.
Infine, una volta tirato fuori un prodotto e avviato lo scongelamento esso va cotto entro una quindicina di ore al massimo o, se non prevede cottura, consumato entro 24 ore: la carica batterica che era stata bloccata dalle basse temperature, infatti, riprende più velocemente di prima.
Non congelate, infine, i prodotti contenenti componenti acide con carta stagnola e quelli grassi con pellicola trasparente: l’alimento potrebbe essere contaminato dal materiale.

Il frigo: come refrigerare gli alimenti

Per quanto riguarda il frigo, in conclusione, gli alimenti devono essere consumati nel giro di qualche giorno, perché le temperature sono più basse. Al ripiano superiore, dove la temperatura è più alta, mettete uova, yogurt e panna fresca. Al centro, disponete affettati e formaggi. Nei cassetti, frutta e verdura e, al ripiano inferiore carne e pesci crudi. Di lato, infine, bottiglie e lattine, che necessitano di minor refrigerazione.